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LE AVVENTURE DI ITALO CALVINO

  • Diego Colaiori
  • 7 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 27 lug

Se c'è una storia da cui prende avvio ogni altra storia d'avventura, quella è l'Odissea.

Ulisse decide di lasciare Itaca per andare in guerra, e poi, per tornare da moglie e figlio, nel viaggio di ritorno affronta il mistero mare, dove conosce pericoli e creature straordinarie, resiste, sopravvive, impara, cambia. Da allora ogni altro romanzo d'avventura ha raccontato l’essere umano in cammino, mosso dalla curiosità dell’ignoto senza la certezza di arrivare in porto e tornare a casa.

Secoli dopo, Italo Calvino avrebbe riconosciuto nel capolavoro omerico una delle radici

più profonde della propria idea di letteratura.

Calvino è stato un lettore prima ancora che uno scrittore. Il suo"I libri degli altri" ne è

la testimonianza più vivida, dove dichiara che fin da ragazzo divora con avidità i romanzi di Stevenson, London, Verne, Dumas, Salgari. Imbevuto fino al midollo di queste avventure, ne ha fatto il flusso sanguigno della sua scrittura.

Il suo primo romanzo, "Il sentiero dei nidi di ragno", a ragione conserva questo respiro. Il racconto della guerra e della Resistenza, viene dipinto dal punto di vista di un

bambino a cui il mondo appare enorme, pieno di pericoli ma anche di possibilità. Le tante

peripezie e gli sconvolgimenti che il piccolo Pin affronta fanno dell' avventura il

motore del racconto.

Negli anni successivi questa passione trova la forma più limpida nella famosa trilogia "I nostri antenati". Ne "Il barone rampante" il giovane Cosimo sale su un albero e decide di non scendere più; Agilulfo, nel "Cavaliere inesistente" attraversa il mondo senza avere un corpo, così come "Il visconte dimezzato" torna dalla guerra spezzato in due metà autonome e contrapposte. È un’idea, all’inizio, precisa e scioccante, una freccia incendiaria che attraversa il racconto e muove le tante avventure che i personaggi affrontano lungo il cammino

Dopodichè Calvino nel 1970 si assume l’enorme responsabilità di realizzare una nuova versione de "L’Orlando furioso" di Ludovico Ariosto, restituendo quel mondo incantato con una lingua limpida, vicina al lettore contemporaneo, senza togliere nulla alle straordinarie invenzioni dell' originale.

E anche quando la scrittura diventa più sperimentale, in fin dei conti Calvino continua a raccontare l'avventura: nelle "Città invisibili" il viaggio si sposta nella geografia

dell' immaginazione, e in "Se una notte d'inverno un viaggiatore" sei proprio tu, lettore,

che parti alla volta di un labirinto di storie inseguendo libr che sembrano sfuggirti

di mano.

Oggi il romanzo d’avventura, come è inevitabile, ha cambiato forma e viene incorniciato nella grande Storia, oppure si scioglie nell’enigma di un giallo o nella tensione di un thriller e perché no, nel conflitto amoroso di un “semplice” romance. Ma il cuore pulsante è lo stesso di Ulisse che osserva il mare calmo prima della partenza, consapevole che da lì a qualche istante infurierà la burrasca.

L’animo fresco e gli occhi bambini di Italo Calvino si muovono sempre intorno a una

bella storia, pronti a renderla affascinante e imperlata di meraviglie. Per il resto sta a

noi, muovere il primo passo per tornare, di avventura in avventura, a Itaca.

Diego Colaiori

 
 
 

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